notte arancio

Privo dell’assenza, né al segno terso, non mi manchi

no

altro ora è altro

l’onere per le acque, spari sulla ressa

prima non era odore il vestire, ora è vestito l’umore

fate rosolare l’aglio e il peperoncino in sei cucchiai d’olio

per quanto l’odore, dell’umore, ne fece spoglia

sandali e cappelli

intarsi colorati, elaborate scollature

infreddatura, sana infiammazione

vendesi terreno di 13 ettari,ben collegato con la metropolitana

e questo mitigare il freddo non vale la cocente canicola

gara a due, nido di marmi

la ricerca potrebbe portare ad altre terapie

era deserto, altro non era

le ragazze si non messe in bikini, è stata sospesa l’erogazione dell’acqua calda

festival delle luci, gli occhi nascosti, naufraghi al lido

l’ingaggio migliore, quella decenza che è virtù

le terre avvolgenti come carezza

lo zen e l’oroscopo, attuale scorso tempo, duplice nutrizione

lascia scoperta la schiena!

divano imbottito, fortemente iconico, inconstanti cuscini

oli e macchie in fumo, notte d’arancio

la bozza del tempo

In un dove un quando cambia il colore, ne è umore
rimane il ventaglio, privo del motivo floreale, che accosta al tappeto
di pubblico un minimo
l’abito sensoriale è non tessile, è non indossato
mercato e cura sensibile, punto organico nell’oscillato gusto
paradigma indiziario l’alterarsi  dell’architettura
le variazioni di pressione e il battito del cardio
udita la minuta fonia, trova in questi volumi l’oro
alcova del sapore in che modo al passato trovasti modo…
da comporre il libero sistema, retro laccato, flessibile agevola
la passerella d’ingresso, ristoro e ombra
dei vicini il mare e le acque, se presenti nenia o sussurro posano
Il tempo è li: in quel dove

yogurt magro

imprudente chiarito acuto
Il tempo non è ora pronto a esami contabili
La cucina buona in stile libero
E sono ancora dehor e ancora come se fosse ciclico vivere
l’attesa e la coscienza dell’intuizione vera
perché cambi la tua casa ma c’è una cosa che proprio non riesci a cambiare
in leggero anticipo la maturazione
tavolo in legno massiccio,  vetro temperato
sedie sfoderabili, cotone colori vari
due caffè, si può
Il profumo è l’anticamera del sapore
senso componibile, pezzi a incastro, vario nobilitato sentire
l’appetito l’appetito l’appetito
infiamma al buio inverno, alle acque dato
un attimo sganci il moschettone e guardi
e queste strade sembrano d’angeli popolate
verrebbe d’augurarsi l’emergenza continui
sarà un’ecografia salvifica?
Yomo desiderio, lo yogurt sano,buono come un dessert
vincere facile, parto fai da te

in silenzio

Pre posizione spaiata, due
momento opportuno questo trillo ancora desiderio
ridando realtà si fonde esprime complessi nessi iniziati da fitte aggiunte
Io ri accedo a te, al tuo sudore, al tuo tepore
Il  sapore non ricordato, serberò tenue
fuori mano nella dilatazione, gemito
grido sommesso, approvazione
sono ancora oli, al modo  di tempi ricordati
aggiunta di spostamento
come dentro altra aria nel punto,  tale transito
 steso nel tempo di questa notte
d’altro fianco, d’altronde, d’allora, d’ora in avanti suono
e il vicino non ha sentito
come allora, in un altro luogo

l'idea di se


idea di sè
da una collaborazione con Paola.

tempo

Ieri mi sono reso conto, anzi solo ieri, anzi mi hanno fatto accorgere che in un anno e poco più ho scritto  circa 450 poesie, fortunosamente salvate in splinder.
Inizialmente,le postavo su myspace, infatti quelle che sono datate 2 giugno 2007 sono in realta due mesi circa di post in myspace blog… e dove sarebbero andate poi perse
La cosa ha senso solo perché dentro ci ho messo la vita, è stato meglio che andare dall’analista…
E in un certo senso è stato in gran parte questo.. guardare l’abisso.. e farsi scrutare da esso
In realtà non mi ero però reso conto…

il sonno ti cambia la vita

scritta più un anno fa: il 27 maggio 2007 è stata pubblicata in sleepers

ancora nell’altra vita…  cosi da chiudere il cerchio con bozza di sonno…

i cerchi vanno chiusi… credo
->the sleepers http://thesleepers.wordpress.com/2007/05/27/il-sonno-ti-cambia-la-vita/

Il sonno ti cambia la vita

(Disturbi dell’addormentamento e della continuità del sonno, specialmente su base ansiosa. Le benzodiazepine e gli agenti benzodiazepino-simili sono indicati soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave disagio. In caso di trattamento prolungato la somministrazione non deve essere sospesa bruscamente, dato che i disturbi del sonno potrebbero temporaneamente ripresentarsi con intensità più elevata…)

Avevo 15 anni la prima volta che ho incontrato il Minias.

Non dormivo.

Forse dormivo.

Male…

(Salvo diversa prescrizione medica la dose singola nell’adulto è di 1-2 mg. Nei pazienti anziani la dose singola è di 0,5-1 mg. Il trattamento dovrebbe essere iniziato con la dose consigliata più bassa…)

Per molto tempo, in estate, per addormentarmi arrotolavo il lenzuolo intorno al corpo.

Intorno alla gola, stretto, usciva solo la testa.

Cosi non avevo paura.

Un fagotto, il lenzuolo non posava sul mio corpo….

Mi ci avvolgevo, ne passavo i lembi e i lati sotto.

Una sacca senza liquido amniotico.

Evidentemente, c’era qualcosa che non andava…

Si, c’era.

(Ipersensibilità accertata al medicamento. Miastenia grave. Glaucoma ad angolo stretto. Grave insufficienza respiratoria. Sindrome da apnea notturna.)

L’inverno, una serie di sciroppi e un anno perso a scuola.

Poi, all’inizio dell’estate, la parola magica: benzo…

Per sei giorni, non di più.

Funzionava, io dormivo…

Per sei giorni mezza pasticca.

Poi le rubai, finirono.

(L’uso di benzodiazepine può condurre allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica da questi farmaci. Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso è maggiore in pazienti con una storia di abuso di droga o alcol. Una volta che la dipendenza fisica si è sviluppata, l’interruzione brusca del trattamento sarà accompagnato da sintomi di astinenza…)

Perché, si, il sonno ti cambia la vita.

Ero passato da "Jekyll" ad "Hyde".

Prima "sembravo" un bambino prodigio.

Poi ero diventato un adolescente su una via delinquenziale…

Persi due anni al liceo, fortunatamente ero un primino.

Persi poi molte altre cose, strada facendo…

(Durante l’uso di benzodiazepine può essere smascherato uno stato depressivo preesistente…)

Il resto.

Usato da adulto.

Anzi gran parte delle volte abusato.

Fino, alcune volte, ai limiti della intossicazione…

Tanto da dovermene disintossicare.

Esattamente come un tossico.

Parlerò della mia vita in seguito.

E non, in questi termini…

(Come per le altre benzodiazepine, una dose eccessiva di Minias non dovrebbe presentare rischio per la vita, a meno che non vi sia assunzione concomitante di altri deprimenti del SNC, incluso l’alcol. Nel trattamento dell’iperdosaggio di qualsiasi farmaco, dovrebbe essere considerata la possibilità che siano state assunte contemporaneamente altre sostanze. Nei casi più gravi, i sintomi possono includere atassia, ipotonia, ipotensione, depressione respiratoria, raramente coma e, molto raramente, morte.)

la bozza del sonno

Con i sonniferi era facile, bastava decidere l’ora e via: si chiudeva gli occhi fino al mattino dopo in un sonno senza sogni.
Il corpo sospeso sul letto per metà del giorno,si era solo questo: corpo e niente altro.
Quella metà del giorno: la notte, la spoglia della sera, della calca di ricordi e alle volte del giorno stesso era vita di vita passata solamente.
Vita lontana e inanimata, ma custodita in cantina, priva di senno.
Ogni giorno uguale e diverso, senza dubbi o meglio quando con i dubbi fuori l’uscio e la toppa chiusa a doppia mandata la notte calmava il giorno  e il senso del mondo si faceva leggero.
Con i sonniferi era facile, apparentemente.
Appunto supposizioni, di quelle notti non ho ricordo.