boh… nell'attesa….

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torpore

Mentre il mondo presenta l’ordine del torpore,
di un biancastro  pallore, illusorio
nel depositare, ottimo venuto, coll’intirizzimento della cattiva stagione

l’essere inerte non riparte ozioso, ne solerte palesa l’ampliamento energico

ma dorme, ora si dorme, trovato  il sogno da sognare

venga si primavera venga e le gemme dalla primavera portate

il sonno ti cambia la vita

scritta più un anno fa: il 27 maggio 2007 è stata pubblicata in sleepers

ancora nell’altra vita…  cosi da chiudere il cerchio con bozza di sonno…

i cerchi vanno chiusi… credo
->the sleepers http://thesleepers.wordpress.com/2007/05/27/il-sonno-ti-cambia-la-vita/

Il sonno ti cambia la vita

(Disturbi dell’addormentamento e della continuità del sonno, specialmente su base ansiosa. Le benzodiazepine e gli agenti benzodiazepino-simili sono indicati soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave disagio. In caso di trattamento prolungato la somministrazione non deve essere sospesa bruscamente, dato che i disturbi del sonno potrebbero temporaneamente ripresentarsi con intensità più elevata…)

Avevo 15 anni la prima volta che ho incontrato il Minias.

Non dormivo.

Forse dormivo.

Male…

(Salvo diversa prescrizione medica la dose singola nell’adulto è di 1-2 mg. Nei pazienti anziani la dose singola è di 0,5-1 mg. Il trattamento dovrebbe essere iniziato con la dose consigliata più bassa…)

Per molto tempo, in estate, per addormentarmi arrotolavo il lenzuolo intorno al corpo.

Intorno alla gola, stretto, usciva solo la testa.

Cosi non avevo paura.

Un fagotto, il lenzuolo non posava sul mio corpo….

Mi ci avvolgevo, ne passavo i lembi e i lati sotto.

Una sacca senza liquido amniotico.

Evidentemente, c’era qualcosa che non andava…

Si, c’era.

(Ipersensibilità accertata al medicamento. Miastenia grave. Glaucoma ad angolo stretto. Grave insufficienza respiratoria. Sindrome da apnea notturna.)

L’inverno, una serie di sciroppi e un anno perso a scuola.

Poi, all’inizio dell’estate, la parola magica: benzo…

Per sei giorni, non di più.

Funzionava, io dormivo…

Per sei giorni mezza pasticca.

Poi le rubai, finirono.

(L’uso di benzodiazepine può condurre allo sviluppo di dipendenza fisica e psichica da questi farmaci. Il rischio di dipendenza aumenta con la dose e la durata del trattamento; esso è maggiore in pazienti con una storia di abuso di droga o alcol. Una volta che la dipendenza fisica si è sviluppata, l’interruzione brusca del trattamento sarà accompagnato da sintomi di astinenza…)

Perché, si, il sonno ti cambia la vita.

Ero passato da "Jekyll" ad "Hyde".

Prima "sembravo" un bambino prodigio.

Poi ero diventato un adolescente su una via delinquenziale…

Persi due anni al liceo, fortunatamente ero un primino.

Persi poi molte altre cose, strada facendo…

(Durante l’uso di benzodiazepine può essere smascherato uno stato depressivo preesistente…)

Il resto.

Usato da adulto.

Anzi gran parte delle volte abusato.

Fino, alcune volte, ai limiti della intossicazione…

Tanto da dovermene disintossicare.

Esattamente come un tossico.

Parlerò della mia vita in seguito.

E non, in questi termini…

(Come per le altre benzodiazepine, una dose eccessiva di Minias non dovrebbe presentare rischio per la vita, a meno che non vi sia assunzione concomitante di altri deprimenti del SNC, incluso l’alcol. Nel trattamento dell’iperdosaggio di qualsiasi farmaco, dovrebbe essere considerata la possibilità che siano state assunte contemporaneamente altre sostanze. Nei casi più gravi, i sintomi possono includere atassia, ipotonia, ipotensione, depressione respiratoria, raramente coma e, molto raramente, morte.)

la bozza del sonno

Con i sonniferi era facile, bastava decidere l’ora e via: si chiudeva gli occhi fino al mattino dopo in un sonno senza sogni.
Il corpo sospeso sul letto per metà del giorno,si era solo questo: corpo e niente altro.
Quella metà del giorno: la notte, la spoglia della sera, della calca di ricordi e alle volte del giorno stesso era vita di vita passata solamente.
Vita lontana e inanimata, ma custodita in cantina, priva di senno.
Ogni giorno uguale e diverso, senza dubbi o meglio quando con i dubbi fuori l’uscio e la toppa chiusa a doppia mandata la notte calmava il giorno  e il senso del mondo si faceva leggero.
Con i sonniferi era facile, apparentemente.
Appunto supposizioni, di quelle notti non ho ricordo.