Lo stato delle cose

e dell’arte

Un articolo capolavoro, da leggere rileggere e incorniciare a futura memoria, per quei momenti che… si quei momenti… giusto quei momenti

L’esperto di fuffa. Ovvero il blogger famoso e la sua utilità in azienda

Ora estendete i concetti ad altro, possibilmente estendeteli appena vicino al limite elastico e se di motore a combustione ai limiti della detonazione controllata, e avrete delle domande (le domande sono sempre più importanti delle risposte) sui cui cominciare a costruire la vostra libertà digitale e non e al limite sulla vostra capacita di vedere il mondo.

La corsa a qualcosa che è altro funziona se è quell’altro “che” mentre ha conseguenze anche drammatiche se è solo altro non compreso.
La difficoltà di prevedere un cammino (non fraintendete questa cosa ha una forma di bellezza immensa) e il volerlo pianificare con soluzioni “facili facili” e robe da “turista fai da te”.
L’impossibilità alla coscienza di nonIdentità.
Fuffologia e pepiologia.
“Streaming of consciousness” schizoide e “Brainstorming” demenziali.

lo stato delle cose

Lo stato delle cose (Der Stand der Dinge) è un film del 1982 diretto da Wim Wenders, vincitore del Leone d’oro al miglior film della Mostra del cinema di Venezia.-> wikipedia

Io credo semplicemente che quello che non ti uccide… ti rende più strano.

The Joker

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