Kerouac e i blog

Breve, veloce e conciso

Ho l’impressione, solo l’impressione grezza, che se Jack Kerouac vivesse questi giorni sarebbe il più grande dei blogger, al limite fra l’incompreso e la “star” assoluta.

kerouac

Jack Kerouac, nato Jean-Louis Kerouac (pronuncia IPA: [ˈkεʁyːɑc]) (Lowell, 12 marzo 1922 – St. Petersburg, 21 ottobre 1969), è stato uno scrittore e poeta statunitense. Kerouac su wikipedia

La sua capacita e talento nel raccontare come apriva una scatola di fagioli, quali erano i suoi giorni in compagnia della madre,  oppure in che modo viaggiava da hobo (beh però mi si può dire si fa anche oggi… lasciamo stare), le sue conversazioni solitarie e non, le sue donne e a volte prostitute pagate (spesso), le sue città,  il ritmo veloce, i suoi laboratori sostanziali, la sua poesia asincrona e tante altre cose che (comprese le succitate) non comprendo.

Si Kerouac ai giorni nostri sarebbe un blogger non blogger una webstar non webstar  anzi l’elemento uno che potrebbe portare al rifiuto degli elementi tradizionali (ormai) della figura (inesistente) del blogger.
La sua nascita vera: il rifiuto della scrittura elaborata in favore di quella veloce, la scrittura spontanea.

I suoi eccessi veri…. era indiscutibilmente discutibile.

Apperò ma anche i blogger usano la scrittura veloce, sgrammaticata e mono-periodo, e spesso eccedono, quindi sono figli di kerouac?
No in gran parte figli di altro (lol) e di sicuro non sono kerouac anche se spesso vendono bene aperture di scatole di fagioli mal raccontate e sopratutto scritti pensando di incontrare un interesse sia verticale che orizzontale.

Sia chiaro non sono obbligati ad essere Jack, anzi, ognuno è libero si esprimersi come e dove vuole, nei parametri che vuole o sa gestire, ma che sopratutto… non scassino la minchia ; ovvero facciano non cultura trash, cosa cui in fondo aspirano,  ammettendo la produzione reale di  trash  per la cultura,  cesso cultura, detta anche ammazza pensiero, il più potente sedativo del tempo.

Perché in fondo quello che rendeva grande big K e che lo avrebbe reso blogger e che se ne fregava di analytics, di adsense e sponsorizzazioni varie, il suo era un viaggio dell’anima (e non solo) condiviso nulla di più nulla di meno.
Questa è la ragione per cui ci vorrebbe un Kerouac blogger: i blog li ha inventati lui (e prima di lui altri).

1)Moda delle webstar: i gieffini della rete, popolarità da sovraesposizione effimera, alle volte in preda a scrittura “genitale” spontanea.

Vorrei sapere leggere e avere memoria
e anche imparare a scrivere non sarebbe male.

fa un sacco figo scrivere beat…

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