Ricordo

Il lemma che rimira l’adesso  è celerità dentro un’antioraria natura.
Cosi diventa virtù l’attività di un ente mobile.
Il richiamo tempo, con cui si avverte l’opportunità puntuale, è ora intuito prospetto.
Ciò che era nuovo, cui cingono i flebotomi, è metamero mentale.
Sia allora minuto anticipato, bigliettino da porre in scena in estensioni a indugio ristretto!
E questo in ciascuno dei ventiquattro ritagli in cui è divisa la giornata.
Mentre nell’intervallo di un’occasione la gioia viva accertata sul medio che attraversa i ricordi andati.

lipstick amaranto

di concretezze l’ordito telo
di verità e miraggi vaghi
indiviso ordinato tovagliolo
nocivo al tangibile oggettivo
in tempo legato ferma

cartone ikea

finito finalmente P24-02-09_20.36[2]

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cartone ikea

quasi finito forse è ora d’andare…
In

l

r

spiffero

in festa natura,volto d’altro corpo e verso dipinto
il permanente non dispone, ma è d’ordine scorgere la bizzarria
si quella che si suole riporre in corpo, pari volto dalle fattezze visto
ma porta in faccia la bautta e un vestito speciale?
ah frottola della regola per ogni soggetto su etichettati e impersonali oggetti!
e il tutto mentre lo strato di crema cosmetica, si corica sul viso a mitigare o sanare la pelle

nitido

nitido  e assiduo, sostanzioso riverbero
intenso chiaro reiterato
vivace assisa stabile
volge faville,  dirige splendore
e accesi baleni

il cartone di caronte

di segni e sostanze,  gesti e mutua risposta
corporeo esclusivo il verso
entro ora nel rivolo del subentro

trasporto

muove intermittente di sei tempi in sei tempi la copiosa misura, incerti insiemi
dell’acqua del mare flusso regresso, che avanti si alza prossima ai fianchi
poi ritirandosi si cala compatto trasporto, dal liquido a lei unito

non credevo

è l’azione radice
è l’effetto del mutare
vestire pelle, del tramutare atto
dove pelle non posava
via dalla tana al sole, da solo e per me solo
del fare non fidavo, eppure creo